Beato Nevolone
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LA STORIA


Beato Nevolone (1200 - 1280) da Faenza.
La storia rimanda il fatto della conversione che è all'origine di tutta la vita del Santo: a venti e più anni, da una vita comune e mondana, in seguito ad una malattia, Nevolone si converte e distribuisce i suoi beni ai poveri. Erano gli anni in cui a Faenza, presenti da tempo i penitenti francescani, arrivavano fra Antonio (poi S. Antonio da Padova) a Monte Paolo e le suore di S. Chiara nell'isola di S. Martino e grande si faceva in città l'attenzione al movimento francescano: dato storico certo ed influente. S. Nevolone è sposato ma senza figli. E' un laico, cioè un semplice membro del popolo di Dio e, come cristiano, membro della chiesa cattolica. Nevolone vive con la moglie nelle vicende lieti e tristi della sua città natale e nei modi di rapportarsi con la chiesa locale (partecipazione a funzioni, pellegrinaggi, opere di carità) e con la comunità civile (lavoro proprio, rapporti con i concittadini, aiuto ai poveri, opere di pacificazione). Agli occhi di tutti, pur essendo un penitente "francescano", appare come un laico, come tutti gli altri laici non legato ufficialmente a conventi o a comunità di religiosi. Ne è riprova il fatto che mai nella storiografia sul santo appaiono interferenze del primo e del secondo ordine francescano. Neppure risulta che speciale venerazione e culto sia stato da loro promosso nella città, mentre invece il popolo agli inizi e, a più riprese nei secoli, lo ha venerato come "suo" santo. Che la matrice storica caratterizzante ed emblematica del Nevolone sia il pellegrinaggio è un dato certo, in quanto riferito dal Cantinelli. Il contemporaneo riporta di ben undici viaggi a Santiago de Compostela, oltre a quelli a Roma, Monte S. Angelo in Puglia ed altri ancora, riportati da altre fonti. Ed è su questa forte espressione "compostellana" che oggi assume sempre più nitida, la valenza e la portata di questi uomini che intrecciarono e mischiarono le popolazioni europee, che si prefigura in quell'unità che oggi auspichiamo. Visse in modo esemplare gli ideale di S. Francesco, beneficò tanti e compì vari miracoli. Certo, con il suo operare, diede vita a quella lunga esperienza di apostolato fra categorie sociali angustiate dalla povertà che vide proprio i Francescani propagare la necessità e la valenza dei Monti di Pietà.

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