Beato Nevolone
"Una vita in cammino..."

 
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LA STORIA


Intanto la signoria della città di Faenza, nella persona di Astorgio I Manfredi, volle perpetuarne memoria battendo moneta con la sua effige. La vita del Beato Nevolone può essere capita bene, perché è ancora viva nella coscienza popolare locale e, anche se il santo è passato come una meteora di luce, rilevabile quale prisma, nelle sue rifrazioni più o meno coniugate nelle opere che ha ispirato, tutt'ora fa storia sia per la vita diocesana che per quella civile. Ed è ancora il Cantinelli a riportare l'adesione di tutto il popolo al momento del suo trapasso: ".. dove una folla innumerevole di uomini e di donne, trassero lo stesso da quella casa, portandone le spoglie mortali con grandissima esultanza e riverenza alla cattedrale di S. Pietro, e tutti gli abitanti della città, sia maschi che femmine, sia cittadini che rurali lo accompagnarono. (..) l'intera popolazione della città di Faenza, che lo considerava un beato confessore della fede cristiana, partecipò alla sue esequie insieme al podestà, alla magistratura, agli anziani, ai consoli e a tutto il consiglio con grandissima devozione". Il 4 giugno 1817 papa Pio VII conferma il culto del Santo.

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